Oggi ti racconto la storia di una grande persona. Una donna che, da un giorno all’altro, ha dovuto stravolgere la sua realtà.

 

Ti starai chiedendo: perché mi racconti la storia di Daniela?

  • Perché ancora non lo sai, ma ascoltare la sua storia può cambiarti la vita! Scoprirai come evitare di doverti campare con meno di 280,00€ al mese (sì, hai letto bene!) se una malattia dovesse tenerti lontano dal lavoro.
  • Perché spesso si pensa che ciò che non accade a noi non esista. In realtà tutti siamo vulnerabili ed è importante che tu possa conoscere cosa è successo a questa donna per poter evitare che la stessa cosa capiti anche a te.

 

Daniela Fregosi nasce e cresce in Maremma. Come tutti ha un sogno, quello di poter vivere una vita felice.

 

Nel lavoro cerca di fare la differenza e si dedica alla libera professione. Inizia a fare la formatrice e consulente, per aiutare i lavoratori iscritti ai suoi corsi a sviluppare capacità personali e professionali.

 

Dopo un po’ di tempo si trova a dispensare la sua particolare metodologia formativa ai dipendenti delle più grandi aziende del territorio nazionale.

 

Daniela ha una particolare attitudine ad aiutare gli altri, ma in quel periodo della sua vita non avrebbe mai immaginato che, anni dopo, avrebbe dato il suo aiuto per uno scopo totalmente diverso.

 

Cosa ha cambiato la vita di Daniela?

 

Nel 2013 Daniela scopre che deve condividere la sua vita con un ospite inatteso, un cancro al seno.

 

Daniela, fin dal momento della diagnosi ha pensato a come tutelare la sua situazione lavorativa ed economica, perché, come dice lei “un tumore rimane un tumore, non è un’influenza che, massimo 10 giorni, te la levi di torno”.

 

In poche parole…se non puoi più lavorare, chi ti campa?

 

Daniela ha iniziato a fare ricerca e a capire se avesse diritto ad “ammortizzatori sociali” in grado di sostenerla durante il periodo delle cure, perché sarebbe dovuta stare lontana dal lavoro per un bel po’.

 

È così che ha inizio il suo terrificante viaggio alla ricerca di informazioni: medici e commercialista non sanno darle alcuna dritta, le file interminabili ai patronati non portano grandi risultati e i call center dell’Inps chiedono a te se puoi aggiornarli sulle ultime direttive…

 

Alla fine Daniela scopre una grande verità: quando ti trovi ad aver bisogno, nessuno ti garantisce niente!

 

Se dopo una mastectomia hai complicazioni postchirurgiche che ti costringono a 8 mesi di fisioterapia ed è fatta…come fai?

 

Daniela non ci sta! Apre un blog e urla a tutti la sua difficoltà e quella di molti altri. La difficoltà di essere un comune lavoratore che deve stare lontano dal lavoro per una malattia o per un infortunio senza tutele economiche.

 

È così che, grazie alle parole di “Afrodite K”, il suo blog (tumoreseno.blogspot.it) diventa campo di una battaglia civile in difesa dei diritti dei lavoratori autonomi colpiti da malattie gravi o prolungate.

 

Oggi, la battaglia portata avanti da Daniela ha costretto ad apportare alcuni cambiamenti alla legge.

Adesso l’indennità da malattia viene estesa a 180 giorni (che comunque nel suo caso non sarebbero stati sufficienti), ma solo se sei costretto a fare terapie invasive, altrimenti i giorni si riducono da 180 a 61 giorni.

Non solo, questa indennità di malattia, anche solo di 61 giorni, te la danno solo se negli ultimi 12 mesi hai versato un minimo di contributi. Quindi se lavori da 20 anni, ma negli ultimi mesi hai lavorato poco e niente, t’attacchi!

 

E se dopo questi giorni 61 giorni non puoi rientrare al lavoro, che succede?

 

Le alternative sono due:

 

  • Devi fare conto solo sui tuoi soldi. Devi pagare le bollette, la spesa, l’affitto, le cure mediche (che avranno un costo maggiore), insomma tutto ciò che ti serve per sopravvivere, solo con le tue forze. E se non hai soldi a sufficienza è un bel problema, perché lo Stato e l’Inps non possono più intervenire.

 

  • ­ L’alternativa è augurarsi di stare molto male! Ti suona strano vero? Purtroppo è così, per ricevere un assegno di invalidità civile è necessario superare il 74% di invalidità. In poche parole vuol dire che la tua capacità lavorativa si è ridotta a più di 2/3 e che quindi hai un’inabilità molto molto grave. Ma non è finita qui…l’assegno di invalidità è di € 279,47 al mese!

Immagina di pagare le bollette, l’affitto, la spesa, le cure mediche per la tua invalidità, e di farlo con solo 279,47€ al mese…è una follia!

 

 

Mettiti nei panni di Daniela.

  • Da un giorno all’altro ti ritrovi a combattere contro una malattia.
  • Devi smettere di lavorare.
  • Le spese aumentano e tu non puoi più contare su delle entrate economiche.
  • Pensi che lo stato possa darti una mano concreta, ma non è così.
  • Pensi di contare sulla previdenza sociale, ma non arrivi alla fine del mese.

 

Come ti senti?

 

Probabilmente stai pensando che a te non può capitare…. che comunque una soluzione c’è… forse che è un’esagerazione… che in fondo qualche risparmio ce l’hai e in qualche modo puoi fare….

 

Purtroppo non è così e prima ti accorgi di come il nostro sistema è stato costruito e prima ti potrai permettere una vita serena!

 

Pensare di svegliarsi e non sapere di cosa sarà fatto il domani e non sapere nemmeno come affrontare le spese di tutti i giorni, fa diventare il tutto non solo un dramma, ma una grande tragedia che ha ripercussione su tutto…

 

Sì, proprio su tutto. Perché l’autostima si azzera, non potendo più mantenere la tua famiglia, dovrai chiedere aiuto ovunque…non per curarti, ma per poter mettere insieme il pranzo con la cena. Se hai finanziamenti o mutui in corso dovrai smettere di pagarli facendoli diventare un “mostro” da allontanare e dovrai sperare che qualche persona misericordiosa si faccia avanti, ma per quanto tempo?

 

Mentre ti succede tutto questo la malattia diventa quasi l’ultimo dei tuoi pensieri, invece dovrebbe essere l’unica cosa che conta in questi momenti.

 

Abbiamo capito dalle parole di Daniela che lo Stato e le istituzioni non sono in grado di sostenerti economicamente.

 

Quindi, se ti sei rotto un braccio, puoi tranquillamente pensare di pagarti da solo il fisioterapista. Con un po’ di sacrificio. E se stai a casa un paio di mesi, magari tiri la cinghia, ma ce la fai da solo. Se invece ti ritrovi come Daniela da solo fai poco, praticamente niente!!!

 

Avresti bisogno di rimanere a casa sapendo che, anche se non hai più uno stipendio, qualcuno paga le tue cure, ti permette di fare la spesa, di mantenere la tua casa e di dedicare attenzione a te stesso e ai tuoi cari (anziché gravare su di loro).

 

La storia di Daniela deve farti riflettere. Questo non vuol dire vivere con la spia di allarme sempre accesa, aspettando la tragedia, anzi, lo scopo del mio messaggio è proprio di farti staccare ogni spia di allarme.

Anche se non ce ne rendiamo conto viviamo sempre nell’incertezza, in fondo sai di non essere tutelato bene, sai che qualcosa di imprevisto può succedere e che questo qualcosa può essere anche grave.

 

Lo sappiamo, ma facciamo finta di niente. Pensiamo che non ci siano soluzioni abbordabili per poter staccare la spina della nostra lampadina di allarme e farla passare dal colore rosso al colore verde.

 

Devi imparare a costruirti una vita serena, anzi SuperSerena, e devi iniziare a capire che una soluzione c’è, che puoi fare qualcosa subito, senza aspettare che sia troppo tardi.

 

Daniela ha deciso di non nascondersi, perché, come ci ricorda sul suo blog, “un tumore o ti schiaccia o ti dà il coraggio di batterti per te stessa e per un mondo più giusto per tutti. Io ho scelto la seconda via.”

 

Quindi prendi ispirazione dalle sue parole e apri gli occhi!

 

Se non puoi contare sullo Stato o sugli istituti di previdenza probabilmente è il caso di affrontare un percorso che ti porti a neutralizzare l’effetto di qualsiasi tragedia che può incombere nella tua vita.

 

Tutti, tu compreso, possono trovare una risposta nel percorso della SuperSerenità!

 

Tutto il resto son chiacchiere!

Vuoi conoscere il metodo della SuperSerenità?

SÌ, VOGLIO SAPERNE DI PIÙ