Pensi non sia possibile? Questo racconto ti farà capire che trovare una soluzione per mantenere un tuo caro, senza dover sborsare cifre folli, è indispensabile.

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Mi chiamo Filippo e quando ero piccolo anche io avevo un migliore amico.

Si chiamava Alessio ed era un bimbo sveglio.

Abitavamo poco distanti e quasi tutti i giorni ci vedevamo dopo la scuola.

 

Sua mamma Carla faceva la casalinga. Spesso era lei ad occuparsi di noi.

La Carla era proprio forte!

 

Quando andavo a casa di Alessio la vedevo sempre attiva, non si fermava mai. Pensava alla casa, aiutava il marito in negozio e si ritagliava anche qualche spazio per dei piccoli lavoretti sartoriali.

Spesso rimanevo a cena da loro. Dopo cena io e Alessio ci mettevamo a giocare. La Carla, senza riposarsi un attimo, si sedeva alla macchina e iniziava a cucire lenzuola e tovaglie.

Che donna!

Mia mamma e la Carla avevano molte cose in comune.

Ricordo ancora che mia mamma mi veniva a prendere a casa di Alessio dopo una giornata di giochi. “Su Filippo, preparati che si va via subito”.

Passava almeno un’ora prima che salissimo in macchina. Ogni volta, immancabilmente, si facevano rapire l’una dai racconti dell’altra. L’amicizia che legava me e Alessio aveva coinvolto anche loro.

Andavano molto d’accordo, tra loro si era creata una complicità. Ancora oggi sono rimaste in contatto, anche se Carla non è più la stessa di una volta.

Della donna forte che fu ne rimane solo un ricordo…

Mi porto ancora quei ricordi d’infanzia nel cuore.

Con Alessio passavo ore ed ore a fabbricare i nostri giochi.

“Carla, noi si va giù a costruire la casa sull’albero”. Lei sospirava e poi ci guardava sorridendo, “ok, ma state attenti”.

Sapeva che volevamo fare qualcosa più grande di noi. Eravamo troppo piccoli e volevamo fare cose da grandi, ma la Carla ci ha sempre sostenuti.

“Ragazzi, con la forza di volontà potete superare ogni ostacolo. Basta fare un piccolo passo alla volta”, ci ripeteva sempre.

Che bell’insegnamento!

Ci volle un’estate intera solamente per dare vita alla scala a pioli. Ma non importava, a noi bastava arrampicarci lassù e tutto il resto ce lo potevamo immaginare.

Ci voleva solo un po’ di fantasia per trovarsi in un batter d’occhio in una casetta di legno, alla guida di un’astronave o a nuotare insieme ai pesci nel mare.

Se oggi sono diventato l’uomo che sono lo devo anche a quei pomeriggi passati a casa di Alessio e di sua mamma.

Forse la Carla non lo sa, ma ho imparato molto da lei.

La cosa che mi dispiace di più è che lei oggi non può più rendersene conto.

Adesso la mente di Carla è stata rapita da una malattia più grande di lei.

Non può più ricordare le ricette dei dolci che amava prepararci. Spesso non riesce più a trovare la strada per tornare a casa. Anche ricordarsi i compleanni dei figli le è diventato difficile.

I luoghi non sono più familiari. I volti delle persone amate si confondono con quelli dei passanti.

Persino trovare le parole per esprimersi è diventato un grande ostacolo.

Povera Carla. Non nego che duro fatica a vederla così.

Di lei voglio conservare il ricordo di quella che è stata un tempo, ma so che è impossibile. Il tempo passa e basta un evento per stravolgerti la vita. Tutto ciò che qualche anno fa appariva semplice, adesso è diventato enormemente difficile.

Questo mi porta a rendermi conto di quanto siamo fragili.

Le persone che per me bambino erano un pilastro, adesso sono diventate fragili come foglie secche.

L’altro giorno ho incontrato Alessio e mi ha parlato di sua mamma. È un uomo che non si lascia per vinto, ma inizia ad avere delle grosse difficoltà a gestire la situazione.

Carla ha bisogno di assistenza continua. Già in pochi mesi ha fatto un crollo. Ovviamente non può più lavorare e le spese per le cure sono pesanti. Sono i suoi figli che devono pensare interamente a lei. Anche gli aiuti dei vicini di casa non sono più sufficienti.

Alessio non avrebbe mai immaginato di trovarsi catapultato in questa situazione.

Fino a qualche anno fa tutto filava liscio. Sua madre era un sostegno per lui, gli dava una mano con Leonardo e Giada, i suoi figli.

Carla accudiva i suoi nipoti come faceva con noi quando eravamo piccoli.

Adesso non è più in grado di fare niente, è Alessio ad essere diventato custode di sua madre.

“Sai Filippo, ci sto provando, ma è molto difficile. Vedere la mamma così è veramente difficile. Ho paura che arrivi quel momento in cui non mi riconoscerà più. È doloroso per un figlio essere guardato dalla propria mamma come se fossi un estraneo.  E poi mi rendo conto che non posso prendermi cura di lei come vorrei!”

Alessio e suo fratello pensavano di prendere una persona a servizio di Carla, qualcuno in grado di accompagnarla nelle difficoltà quotidiane. Purtroppo si sono fatti i conti in tasca e non riescono a sostenere la spesa.

A questo punto anche l’idea di affidare la madre ad una casa di cura è diventata un’ipotesi impraticabile. È già difficile pagare tutte le visite dagli specialisti, gli esami medici e le cure.

Insomma, se mi metto nei suoi panni mi prende una stretta allo stomaco.

Da quando Carla è in queste condizioni mi è capitato spesso di pensare a mia madre. Non riesco ad immaginare che questa terribile malattia possa rapire anche lei.

 

Continuo a scacciare i brutti pensieri ma ogni volta che mia madre mi ripete la stessa domanda dopo pochi minuti, oppure se dimentica come mandare un messaggio con il telefono, mi spavento.

Eppure lo so che sono naturali conseguenze dell’invecchiamento, ma non posso farci niente. Non voglio ritrovarmi nelle stesse difficoltà di Alessio. Voglio poter sostenere e proteggere mia madre quando ne avrà bisogno.

Ti immagini che i tuoi genitori saranno sempre al tuo fianco, che penseranno a te anche se sei grande, ma purtroppo non è così.

Carla mi ha insegnato tanto quando ero piccolo e mi sta insegnato tante cose adesso che sono grande. Mi ha sempre fatto capire che le difficoltà della vita vanno affrontate.

“Ragazzi, con la forza di volontà potete superare ogni ostacolo. Basta fare un piccolo passo alla volta”.

Aveva ragione Carla, basta fare un passo alla volta per costruirsi un futuro migliore.

Bisogna pensare che gli imprevisti possono affacciarsi nelle nostre vite e dobbiamo costruire il nostro rifugio. Proprio come quando volevamo costruire la nostra casa sull’albero, si parte dalla scala e poi piano piano si arriva fino in cima…e la soddisfazione è impagabile!

Sai quante sono le persone non autosufficienti in Italia?

Secondo le rilevazioni del Censis, sono oltre 3 milioni…il 5,5% della popolazione.

 

Oltre 1,4 milioni di italiani sono ritenuti non autosufficienti gravi…costretti a letto, su una sedia a rotelle o comunque confinati in casa per problemi fisici o psichici.

 

Ormai il peso della non autosufficienza ricade in gran parte sulle famiglie.

Il progressivo invecchiamento della popolazione porta ad un impoverimento economico per il paese. Adesso non ci sono più certezze o tutele.

La storia di Carla ce lo dimostra. Alessio e suo fratello devono sostenere personalmente tutte le spese per mantenere, curare e assistere la loro mamma.

Così come ha fatto Alessio, altre 910 mila famiglia italiane si sono dovute autotassare per far fronte al costo privato dell’assistenza ad un familiare non autosufficiente.

La vuoi sapere la cosa sconvolgente?

561mila famiglie hanno utilizzato tutti i loro risparmi, fino ad indebitarsi, per far fronte a queste spese!

Ti rendi conto della situazione in cui siamo?

Mettiti nei panni di Alessio. Guardando al domani, come pensi di affrontare i costi della non autosufficienza?

Immagina che ad un caro, o persino a te, possa succedere la stessa cosa. Una malattia inaspettata, o semplicemente la vecchiaia, ti portano a non poter più badare a te stesso.

Persino le cose più semplici diventano ostacoli insormontabili. Quando qualcun altro deve pensare totalmente a te i costi raddoppiano, quadruplicano. Ti senti schiacciare, come in una morsa, e non puoi sfuggire!

Vuoi sapere quanto costa garantire assistenza continua ad una persona non autonoma?

Facciamo insieme due conti:

  1. Il costo per una badante va da 20 a 30mila euro all’anno (che includono vitto, alloggio e sostituzioni da garantire).
  2. Il mantenimento della persona non autosufficiente: possiamo quantificare annualmente € 10.600 per il mantenimento, € 2.200 per il vestiario, più altre spese per i trasporti, le cure e il tempo libero.
  3. Il costo per una struttura residenziale di assistenza va da 20 a 40mila euro…se non oltre! Pensa che, in una struttura di Pescia, la quota per la residenza di una persona autosufficiente è di € 1.750 mensili, mentre se la persona da assistere non è autosufficiente il costo sale a € 3. 500 al mese.

La frase “usiamo la pensione della mamma” non regge! Altro che pensione…con quella ci paghi giusto le spese per il cibo.

 

Ma in tutto questo, lo Stato non aiuta? Non c’è un’indennità di accompagnamento o qualche altra assistenza?

Certo. Seguimi, e ti faccio vedere a quanto ammonta questa copertura…

  1. La somma riconosciuta dallo Stato come “indennità di accompagnamento”, per fornire assistenza continuativa alla persona non autosufficiente, è di € 492,97 al mese. Pari a soli € 16 al giorno!
  2. La pensione di invalidità può arrivare al massimo a € 282,55.

 

Non c’è bisogno di fare troppi calcoli. Le spese da sostenere per assistere una persona non autosufficiente sono assai maggiori dei possibili sostegni economici statali.

 

Di conseguenza, l’assistenza continua viene assicurata solamente dai familiari. Nel caso di Alessio, lui e suo fratello devono sostenere ogni spesa per poter assistere la loro mamma.

In poche parole, sei tu il solo responsabile dei tuoi genitori. Ogni peso economico, e non solo, ricade su di te.

Abbiamo capito che una persona non autosufficiente, per malattia o per anzianità, non ha la capacità economica di far fronte alle proprie necessità quotidiane.

È necessario un aiuto economico concreto da parte dei suoi familiari. E non stiamo parlando di spiccioli!

 

Vuoi sapere quanto costa assistere una persona non autosufficiente per 10 anni di vita?

300 mila euro circa!!!

Hai capito bene. Se devi garantire assistenza ad un tuo familiare, ogni dieci anni devi sborsare 300 mila euro.

Lo so, è una cifra che fa cadere dalla sedia. Pensare di dover trovare questi soldi fa rimanere senza fiato.

 

La sensazione di impotenza è terribile. Sapere di non poter aiutare i propri genitori, di non poter pensare economicamente a loro, fa stringere la bocca dello stomaco.

Scacci il pensiero, ma poi ricompare.

 

Come si fa a liberarsi da questa paura? Come si può avere la certezza di potersi prendere cura dei propri cari?

 

Costruendo un porto sicuro dove approdare in caso di tempesta…

 

Il resto son chiacchiere!

Ci sono due tipi di serenità, quella superficiale e quella profonda.

 

Quella che possiamo vedere è la serenità superficiale: mi sveglio, lavoro, torno a casa, mangio, dormo.

 

Un evento imprevisto, che va oltre la quotidianità, ti rende completamente vulnerabile, perché il danno economico che dovrai sopportare farà crollare all’improvviso tutto il tuo universo.

 

La ti rende libero dalla preoccupazione di cosa ti riserva il futuro…perché hai sempre un porto sicuro dove approdare in caso di tempesta.

Articolo informativo ai fini della vendita. Per informazioni rivolgersi in Agenzia.

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