Tempo di lettura: 7 minuti e 15 secondi

Federica, un’insegnante che dopo 31 anni e 5 mesi di lavoro si è ritrovata con gli occhi sbarrati ad esclamare: Oh perbacco!!!

18 SETTEMBRE 2041

Guarda, è uscito anche il sole. Eppure non era previsto dal meteo. Strano, negli ultimi anni non si sbagliano praticamente mai.

Forse devo prenderlo come un segno. Una bella giornata autunnale di sole, proprio oggi. Oggi che inizia la mia nuova vita.

Mi viene da sorridere. Sto per compiere 70 anni e mi sembra di vivere una seconda giovinezza. Ho pensato per tanto tempo a cosa avrei fatto una volta arrivata alla pensione. Adesso che ho raggiunto questo traguardo non mi sembra vero.

Voglio riposarmi e togliermi delle soddisfazioni. Vorrei fare un viaggio. Ma chissà se riesco a convincere Andrea. Ha sempre detto che compiuti 75 anni non si sarebbe più mosso da casa…e per ora sta mantenendo la parola.

Oggi è il mio giorno. Oggi arriva la mia prima pensione. Non mi sarei mai immaginata di essere così felice.

Gli ultimi anni dietro la cattedra sono stati veramente difficoltosi. Non mi vergogno a dire che qualche volta la sera ho durato fatica ad addormentarmi al solo pensiero di fare lezione il giorno dopo.

Io amo stare con i ragazzi. Credo che il ruolo dell’insegnante sia fondamentale, quasi un maestro, un testimone di vita nelle loro fragilità quotidiane.

 

Alla soglia del 70 anni però è difficilissimo stabilire un rapporto con loro. Entrare nella mente di un quindicenne non è stato così tanto facile come prima.

Appena iniziai a fare la professoressa avevo una tale carica addosso, ero un vulcano di energia. Riuscivo a trasmettere ai ragazzi tutta la mia passione, sapevo come coinvolgerli.

Sarà che mi ci è voluto tanto tempo prima di ottenere la cattedra. Se ripenso a tutto quello che ho fatto prima mi sembra impossibile.

Ero abituata a vedere mio padre, che era entrato a 18 anni fare l’operaio in un’azienda tessile ed è andato in pensione nella stessa azienda. Ah…il mito del posto fisso. Io non ho mai capito cosa significasse.

A 19 anni inizia la facoltà di Lettere. Forse in quel momento sapevo già che un giorno avrei fatto l’insegnante. Appena iscritta mi misi subito in cerca di qualche lavoro per mantenermi gli studi.

Le ripetizioni sono state il mio pane per 5 anni. A queste lezioni private affiancavo altri impieghi per arrotondare. Erano tutti lavoretti che mi portavano a racimolare pochi euro all’anno, giusto per pagarmi gli studi.

In quel periodo ero giovane. Pensavo che quel cambio continuo di impieghi fosse un rito di passaggio per tutti gli universitari. Guardavo mio padre e pensavo: “Dai, che appena finisci l’Università anche tu potrai avere un lavoro sicuro!”

Mi viene da ridere. Ero proprio giovane e, devo dirlo, anche illusa. Ho sempre avuto il pregio e il difetto di essere una sognatrice. Mi immaginavo mondi che un giorno avrei vissuto, cose che avrei fatto. Poi non è stato proprio così.

Il giorno della laurea ero molto emozionata. Avevo preparato la tesi su un autore incredibile e quasi sconosciuto. Trovai i suoi scritti e me ne innamorai.

 

Studiai fianco a fianco con gli esperti di un Istituto di ricerca di Linguistica e Letteratura. Ci ho passato quasi tutte le mie giornate, per mesi e mesi prima della discussione della tesi.

E io che mi vedevo già a lavorare lì. A fare ricerca, a tenere incontri di formazione per ragazzi. In effetti in quell’Istituto ci ho lavorato, ma con un contratto di stage…non ho mai visto un euro. Fu così che iniziai a fare i conti con la realtà e con una serie infinita di lavori precari.

La prima volta che feci una sostituzione in una scuola superiore mi batteva il cuore a mille. Mi bastarono pochi mesi di stage in quelle classi di ragazzi per capire che fare la professoressa sarebbe stato il lavoro della mia vita.

 

Partecipavo con grosse speranze ai concorsi per gli insegnanti.

Speravo piano piano di scalare la classifica per riuscire ad ottenere il ruolo. Avevo 37 anni quando ricevetti una chiamata per andare ad insegnare al liceo della mia città.

 

37 anni!!! E finalmente un lavoro vero.

Che bella sensazione di liberazione. Finalmente potevo iniziare a costruire una famiglia. Mia figlia Giulia è nata in quel periodo.

Aveva pochi mesi quando disse per la prima volta “Mamma”. Mi ricordo ancora quel giorno. Eravamo sole in casa. Lei mi guardò con quei suoi occhioni blu e dalla sua bocca uscì quella parola magica che mi fece sciogliere il cuore.

 

In quel preciso istante ricevetti una notizia che aspettavo da tanto tempo. Quasi non ci credevo più.

Era una giornata assolata d’autunno, proprio come oggi.

Finalmente, alla soglia dei 39 anni, ero stata chiamata per entrare come insegnante di ruolo.

È stata una conquista incredibile. È proprio vero che le cose sofferte si apprezzano ancora di più.

Oggi mi trovo qui a ripensare a tutta la mia strada in salita. Non rimpiango niente. Sono soddisfatta della mia esperienza lavorativa. Ora però sono contenta di godermi la mia pensione.

 

So che ho dato il massimo, ho fatto tutto quello che potevo fare. Adesso voglio non dover lottare più.

Sono un po’ agitata. Chissà…forse ho delle aspettative troppo alte…

 

Arriva…

€ 718,88

 

Oh perbacco, sarà un errore!!

Questa è la storia di Federica.

E purtroppo quella cifra non è un errore. Per capire meglio la sua esclamazione di stupore, facciamo alcuni conteggi.

 

Partiamo subito dalla simulazione, ad oggi, della sua pensione. Per farlo usiamo il sito de Il Sole 24ore.

 

http://epheso.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/PrevIntLightSole24Ore/EphEasyPens_Sole24Ore.aspx?ID=Sole24Ore

Come puoi vedere dal simulatore de Il Sole 24 ore, la pensione di Federica prevista per il 2041 è pari a € 13.100 annui, che diviso in 12 mesi è uguale a € 1.091,00.

 

E tu ti domanderai “allora perchè mi dici che si è ritrovata con soli € 718,88 ?”

 

Seguimi, che ti spiego meglio…

 

Partiamo dal capire quali sono le 5 cose importanti che devi sapere sul calcolo della tua pensione contributiva.

1) Versamenti

Il sistema contributivo si basa esclusivamente su quanto verserai durante la tua intera vita nel tuo “salvadanaio” pensionistico.

 

Per ogni anno di lavoro tu versi una somma all’INPS. Questa somma è determinata applicando l’aliquota opportuna sul reddito imponibile.

 

Le aliquote sono le seguenti:

  • per i dipendenti: 33%
  • per gli autonomi: 20%
  • per gli iscritti alla gestione separata viene determinata annualmente

 

Come hai potuto leggere nella storia, Federica ha vissuto lungamente con lavori precari, mal pagati, ma soprattutto che le hanno fornito pochi versamenti contributivi.

 

Quindi il “salvadanaio” pensionistico di Federica ha cominciato a riempirsi realmente dall’età di 31, e in maniera definitiva a 39 anni quando è passata di ruolo come insegnante.

 

Perché è importante sapere quanti sono i tuoi versamenti ?

Perchè sono la base del tuo salvadanaio pensionistico. Più ne hai e più puoi sperare di avere una pensione decente… Quindi monitorare, almeno ogni tre anni, i tuoi versamenti è importantissimo!

2) Il montante contributivo

Questo valore rappresenta l’importo Totale dei versamenti effettuati + il tasso di capitalizzazione annua (che corrisponde agli interessi riconosciuti sul totale dei versamenti).

 

Perché è importante sapere a quanto sei arrivato di montante contributivo?

 

Perché sarà in concreto il valore che si trasformerà in pensione, nel momento in cui ci andrai.

3) Il Tasso di Capitalizzazione

Il tasso di Capitalizzazione è il tasso di rivalutazione che l’INPS mette ogni anno sul totale dei contributi accumulati.

 

Nel concreto questo tasso viene calcolato sulla media degli ultimi cinque anni del PIL.

 

 

Come potrai notare, nel 2015, per effetto del PIL negativo degli ultimi cinque anni, il Ministero del lavoro ha addirittura decretato di dare una rivalutazione pari a 1.

 

Questo è accaduto per non portare in deficit il montante contributivo. Che avrebbe portato a ritrovarsi addirittura con meno soldi di quelli versati.

 

Quindi dobbiamo sperare che l’economia italiana vada bene affinché il totale dei contributi che versiamo possano crescere nel tempo.

 

Altrimenti il rischio è di ritrovarsi in mano un pugno di mosche al momento della pensione.

 

Perché è importante che tu sappia quant’è il tasso di capitalizzazione?

 

Perché sono gli “interessi” applicati ai versamenti che ogni anno fai + i versamenti che hai maturato nel tempo.

 

Quindi conoscere l’andamento del PIL e della nostra economia non è solo un esercizio per gli economisti, ma ci fa capire come influenza la nostra pensione.

4) Coefficiente di Trasformazione

 

Il coefficiente di trasformazione è la percentuale che si deve applicare, nel momento in cui si andrà in pensione, al nostro montante contributivo.

 

Come potrai notare, questo tasso è in diminuzione perché, dopo la Riforma Fornero del 2011, viene legato alla speranza di vita delle persone, che fortunatamente per noi è in aumento.

 

Purtroppo però per le nostre tasche pensionistiche sarà un duro contraccolpo, perché si ridurrà sempre di più il coefficiente di trasformazione, riducendo così il valore della pensione che andremo a prendere.

 

Seguimi. Facciamo un esempio concreto.

 

Se ho maturato € 100.000 (montante contributivo + tasso di capitalizzazione) e fossi andato in pensione nel periodo 2013-2015, a 69 anni, la pensione sarebbe stata di € 6.283 annui. Nel periodo 2016-2018 la pensione annuale è di € 6.135.

 

Quindi, se la speranza di vita aumenta, l’INPS erogherà un valore inferiore perchè lo dovrà garantire più a lungo.

 

Perché è importante conoscere il coefficiente di trasformazione?

 

Perché conoscere la sua valorizzazione nel tempo, ti potrà dare un segnale chiaro di quanto sarà la tua pensione nel momento in cui ci andrai.

5) Inflazione

Come nei simulatori dell’INPS, anche quello del Sole 24 Ore che abbiamo preso in esame prima, calcola il valore economico della pensione.

 

Ovvero riesce a dirti quanti soldi ti vedrai accreditare sul conto corrente quando andrai in pensione. Nel caso di Federica questa cifra è di € 1091,67 mensili.

 

Ma la domanda che ti devi fare è:

 

Cosa potrò comprare con quei soldi nel 2041?

Visto che l’inflazione media dal 2000 a oggi è stata pari all’1,8 %.

 

E quindi: quale sarà il potere d’acquisto di quei € 1.091,00 nel 2041?

 

Continua a seguirmi, così posso farti capire cosa intendo dire.

 

Federica nel 2041 percepirà € 1.091,67, ma il potere di questa cifra tra 23 anni, a causa dell’inflazione, non sarà lo stesso di oggi.

Facendo questo conto possiamo capire che € 1.091,67 di Federica nel 2041 avranno un potere di acquisto pari a € 718,88 di oggi.

 

Perché è importante conoscere l’evoluzione dell’inflazione?

 

Questo è un dato fondamentale perché, al di là delle cifre concrete che ti vedrai accreditare sul tuo conto corrente, quello che conta è il potere d’acquisto che avrai al tempo della pensione.

 

Insomma, questa percentuale ti fa capire effettivamente quante cose potrai comprare o pagare con la tua pensione.  

 

Lo schema e l’esempio che ti ho fatto qua sotto ti aiuteranno a capire meglio questo concetto…

 

Facciamo un esempio pratico:

 

Oggi per comprare 1 Kg di pane ci vogliono 2€.

 

Secondo te quanto costerà 1 Kg di pane nel 2041 applicando un’inflazione pari all’1,8%?

 

Se oggi per comprare 1Kg di pane ci vogliono € 2, nel 2041 ci vorranno € 3,01.

 

E con € 1.091,67 quanti pani può comprare Federica oggi e nel 2041?

 

Ecco perché Federica avrà una pensione con un potere d’acquisto pari a  € 718,88.

 

Il resto son chiacchiere!

Ci sono due tipi di serenità, quella superficiale e quella profonda.

 

Quella che possiamo vedere è la serenità superficiale: mi sveglio, lavoro, torno a casa, mangio, dormo.

 

Un evento imprevisto, che va oltre la quotidianità, ti rende completamente vulnerabile, perché il danno economico che dovrai sopportare farà crollare all’improvviso tutto il tuo universo.

 

La ti rende libero dalla preoccupazione di cosa ti riserva il futuro…perché hai sempre un porto sicuro dove approdare in caso di tempesta.

Articolo informativo ai fini della vendita. Per informazioni rivolgersi in Agenzia.

Vuoi conoscere il metodo della SuperSerenità?

SÌ, VOGLIO SAPERNE DI PIÙ