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Non è possibile, sarà un errore. Non può essere stato mio figlio.

Una famiglia modello, un figlio adolescente come tanti. Una banalissima ragazzata dai risvolti inaspettati porta i genitori a dover pagare una montagna di danni.

“Buonasera, chiamo dalla caserma. La prego di venire subito qui. Suo figlio è accusato di aver dato fuoco ad un capannone”.

“Non è possibile” pensa la madre “sarà certamente un errore, non può essere stato mio figlio”.

Una chiamata, come un fulmine a ciel sereno in una normalissima domenica sera, spezza all’improvviso la serenità di una mamma.

Suo figlio ha causato un danno gravissimo. Alcune persone hanno subito dei danni ingenti. Ma come è possibile?

Ecco come un banale incidente ha sconvolto la vita di questa normale famiglia…

Quattro ragazzi, di 13 e 14 anni, si ritrovano per fumare una sigaretta di nascosto.

Per farlo si rifugiano all’interno di un capannone. Dopo aver scavalcato la recinzione che circonda l’azienda agricola, i quattro ragazzini entrano nella struttura e, lontani dagli occhi di tutti, accendono la loro sigaretta.
Poco dopo, scherzando tra di loro, fanno cadere inavvertitamente il mozzicone.

Sarebbe stata una cosa da niente, ma sfortunatamente quel capannone è stato adibito a fienile dai proprietari dell’azienda e la paglia contenuta all’interno prende fuoco in men che non si dica.

I 4 adolescenti vedono divampare l’incendio e, in preda al panico, scappano prima di essere circondati dalle fiamme.

 

Una ragazzata si trasforma in tragedia: un terribile rogo devasta l’intero capannone.

 

La potenza di questo incendio non solo causa dei grossi danni alla struttura, ma mette in allarme tutto il paese.

Si forma una nube dovuta alla combustione, tanto preoccupante da costringere la protezione civile a diramare un’allerta per tutti i cittadini.

I carabinieri del posto indagano subito sulle possibili cause scatenanti e, raccogliendo alcune voci che girano tra i giovani del paese, riescono ad individuare gli autori del danno.

“Buonasera, chiamo dalla caserma. La prego di venire subito qui. Suo figlio è accusato di aver dato fuoco ad un capannone”

Dopo questa chiamata, i ragazzini impauriti confessano di essere i colpevoli di quel gesto, tanto banale quanto devastante.

Questa è una storia avvenuta qualche anno fa. Quando lessi l’articolo rimasi profondamente colpito, perché mi ricordò nuovamente quanto le conseguenze di un semplice gesto possono prendere il sopravvento sulle nostre vite, senza che possiamo farci niente.

fonte: https://www.lastampa.it

Una sola sigaretta ha scatenato una reazione a catena che ha portato ad avere un paese in allerta, un capannone distrutto e un proprietario che deve essere risarcito per la sua perdita.

I quattro ragazzi, essendo minorenni, non hanno subito alcun procedimento giudiziario. Le loro famiglie però, riporta l’articolo, sarebbero state soggette al risarcimento economico degli ingenti danni.

Mi immagino i pensieri che possono passare per la testa di qualcuno:
“Mio figlio non entrerebbe mai in una proprietà privata per fumare una sigaretta”, oppure “Non è possibile essere così sbadati, dovevano spegnere subito il fuoco”, o ancora “Si vede che non hanno ricevuto una buona educazione”.

Eh sì, è proprio così. Quando uno sente queste storie pensa subito a distaccarsene.

Troviamo un appiglio, un’anomalia che ci separa da quella terribile situazione, per poter credere che a noi non potrebbe mai succedere una cosa del genere. “Queste sono cose che accadono ai figli degli altri, non al mio”.

 

Ma siamo sicuri che sia veramente così?

 

Certo, fare il genitore è il mestiere più difficile al mondo! Un padre o una madre fanno di tutto per far sì che il proprio bambino cresca nel migliore dei modi.

Proprio per questo, quando leggo notizie del genere non mi sento di giudicare. Non credo, come in questo caso, che il problema maggiore sia l’educazione.

Spesso, purtroppo, le cose succedono e basta, e non è possibile cercare delle giustificazioni.

fonte: https://www.quicomo.it
fonte: https://www.perugiatoday.it
fonte: https://www.ilsole24ore.com

I figli, così come i genitori, sbagliano. Tutti commettiamo degli errori, anche senza volerlo. Eventi come questi possono capitare a chiunque.

 

Ancor di più quando si è ragazzini non ci si rende conto di quello che stiamo facendo, non ci immaginiamo le conseguenze di una nostra azione.

Se ripensiamo a quando avevamo 13 o 14 anni, affiorano alla mente delle cose sciocche che abbiamo fatto. Solo ora, magari, ci rendiamo conto dei rischi che avremmo potuto correre. In quel momento non ci sarebbero passati minimamente per la testa.

Basta poco ed ecco che un gioco con gli amici prende una inaspettata e bruttissima piega.

Magari tuo figlio possa, senza volerlo, causa un danno a qualcuno.
Chiunque abbia figli, qualsiasi età abbiano, sa che è impossibile tenerli sempre sott’occhio.

Da piccoli si muovono così rapidamente che non riesci a prevedere le loro azioni, basta girarsi un attimo e ti ritrovi un vaso distrutto in mille pezzi sul pavimento.

Quando vanno a scuola giocano con i compagni, corrono, sono un po’ sbadati e alla festa di compleanno di un amichetto cadono e si rompono un braccio.

Da adolescenti iniziano ad uscire da soli. Una curva presa male con la bicicletta e si ritrovano con un ginocchio sbucciato e tre punti sotto al mento.

È impossibile tenere tutto sotto controllo. Sono situazioni brutte e da genitori sappiamo che dobbiamo metterle in conto.

Ma se un bambino distrugge un bene di un’altra persona?

O se ad una festa di compleanno, mentre sta giocando con un compagno, lo facesse inciampare e fosse l’altro bimbo a rompersi il braccio?

Oppure se con la bici, esattamente con la stessa distrazione con cui è caduto da solo, investisse qualcuno?

Il danno a quel punto non si risolve più sotto le mura domestiche!

Noi, da genitori, dobbiamo assumerci la responsabilità e rispondere per i danni causati dai nostri figli, rimborsando chi ha subito il danno.

L’Articolo 2048 del codice civile recita:

«Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi.»

Ora, se devi ripagare un soprammobile di poco valore, probabilmente puoi anche non preoccuparti.

Il problema grosso arriva se la vittima di un incidente si fa male e deve curarsi. Magari anche operarsi, fare dei controlli e subire una riabilitazione. Basta una denuncia e sei obbligato a ripagare tutto di tasca tua.

Così come è capitato ai genitori dei 4 minorenni che hanno mandato in cenere un intero fienile.

Qui non stiamo affatto parlando di centinaia di euro. I danni sono di migliaia di euro.

Ma quanto possa costare dover ripagare un capannone andato a fuoco?

Se contiamo le spese tecniche di progetto, i costi di costruzione e di finitura interna, possiamo ipotizzare un costo di € 230.000, per un’estensione di superficie del capannone di 300 metri quadri.

fonte: https://www.condominio.it

La cifra mi sembra preoccupante, soprattutto se si pensa che tutto nasce da un imprevisto banale. E questo è solo il danno diretto.

Il fatto che l’agricoltore non abbia potuto lavorare è un ulteriore costo, così come il dover ripagare tutto ciò che c’era all’interno del capannone.

Quindi i genitori non solo devono ripagare i costi di ricostruzione della struttura e del materiale andato a fuoco, ma devono risarcire il proprietario dei mancati incassi dovuti all’interruzione dell’attività lavorativa.

Oltre a questo, il responsabile deve prevedere anche a tutte le spese burocratiche. Nel caso di una denuncia scatta l’avvocato, l’avvocato avvia delle pratiche, le pratiche portano in tribunale ed ognuna di queste fasi ha un costo elevato.

 

E se non hai a disposizione tutto questo denaro cosa succede?

 

L’unica cosa positiva di questa storia è che alla fine non si è fatto male nessuno. I ragazzi sono andati via prima che potesse essere pericoloso e nessunaltro si trovava nelle vicinanze.

Se l’epilogo fosse stato diverso, se qualcuno si fosse fatto male (come è successo in altri casi) non voglio pensare a cosa sarebbero andati incontro quei genitori.

Perché oltre alla querela, a seconda della gravità, il Magistrato ha la facoltà di bloccare e sequestrare tutti i beni dei colpevoli, compreso i conti correnti.

Questo significa ritrovarsi con le tasche completamente svuotate.

È durissimo per un genitore, per una famiglia, per una persona, avere sulla coscienza un danno o la vita di qualcun altro.

Ma oltre al senso di colpa, sale l’angoscia che ti attorciglia lo stomaco e si avventa alla gola, perché non sai dove trovare tutti quei soldi.

Articolo informativo ai fini della vendita. Per informazioni rivolgersi in Agenzia.