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Era partito per le vacanze, ma un frigorifero ha cambiato i suoi piani

90.970 € di danni + … €? Ecco quanto ha dovuto sborsare Gianluca dopo quell’incendio.

Gianluca è sempre stato una persona parsimoniosa.
Risparmiava su tutto: sui consumi, sugli acquisti, sulla casa.

Dentro casa è l’unico che lavora e, insieme alla moglie Marica, fa di tutto per far crescere bene i suoi figli. Uno ha poco più di 12 anni, mentre l’altro frequenta ancora le elementari.

Far quadrare i conti non è semplice per Gianluca e Marica e le esigenze sono tante: i libri della scuola, la palestra, le uscite del sabato. Insomma, come tanti altri che hanno una famiglia, anche loro devono calcolare anche il minimo centesimo.

Ma ecco cosa è accaduto che ha sconvolto tutti i piani di questa famiglia.

Mi chiamo Gianluca.
Cinque anni prima dell’episodio che ha coinvolto la mia casa (e i miei soldi) avevo acquistato un frigorifero. Mi era sembrato un buon acquisto.

Negli ultimi mesi però quell’elettrodomestico aveva iniziato a dare problemi: durante l’estate si surriscaldava un po’ troppo e talvolta emetteva uno strano rumore, che proveniva dal motorino interno.

Mia moglie aveva proposto di comprare un frigo nuovo, ma a me era sembrata una spesa eccessiva, così avevo deciso di farlo aggiustare.

Che bisogno c’era di fare un nuovo acquisto? Il frigo aveva ripreso a funzionare normalmente.
Inoltre il tecnico ci aveva rassicurati: ”È normale che faccia rumore, soprattutto d’estate. Il frigo si sforza nel mantenersi freddo. Basta solo non sovraccaricarlo troppo durante le giornate più calde.”

Così abbiamo tirato avanti per un altro po’ di tempo.
Anche perché non è che una famiglia può permettersi un frigo ogni due anni.

Se questo frigo ci ha fatto risparmiare un bel po’ di spicci, è anche vero che è stato la causa principale della nostra rovina.

In un maledetto venerdì sera di metà agosto, quell’apparecchio ha distrutto la nostra casa. È bastata una piccola scintilla, un banale corto circuito, per far divampare un incendio devastante.

Si è scaturito l’inferno che ha distrutto casa, mobili e danneggiato gli appartamenti dei vicini. Non solo, ha anche creato problemi al negozio che sta sotto al mio appartamento.
E meno male che non eravamo dentro casa, altrimenti ci avremmo rimesso la vita!
La fortuna nella sfortuna, con la particolarità che abbiamo perso tutto quello che apparteneva alla nostra quotidianità.

Abito al primo piano in un quartiere di periferia. L’appartamento è modesto e l’ho comprato con il mutuo, grazie anche all’aiuto dei miei genitori e dei miei suoceri.
Loro ci hanno dato una parte del capitale che ci è servito come caparra e il restante valore dell’immobile l’ho finanziato grazie a un prestito.

Oramai erano quindici anni che pagavo le rate del mutuo e me ne rimanevano soltanto cinque. Ancora un altro sforzo e quella casa sarebbe diventata di proprietà della mia famiglia.

Nella palazzina dove abito ci sono 6 appartamenti distribuiti su tre piani.
Non è molto grande, però è ben servita.
Al pianterreno, recentemente ha aperto un negozio di alimentari. Una vera comodità: se manca il latte o le uova, basta scendere, uscire dal portone e posso subito fare la spesa.

Ho avuto la fortuna di avere vicini di casa abbastanza cordiali, se non fosse per l’inquilino del piano di sopra che ha da ridire su ogni cosa. Questo signore aveva di brontolare persino sul ronzìo che il frigo faceva durante il giorno.

E pensare che con il suo modo di fare brusco e scontroso mi aveva anche avvertito:
”Gianluca, fai attenzione a questo rumore! Se il frigo si surriscalda può crearti problemi”.
Ma io non gli avevo dato peso: lo vedevo come l’ennesima lamentela di un vicino troppo permaloso.

Lo scorso agosto, come tutti gli anni, io e la mia famiglia siamo andati al mare.
I miei suoceri, come ogni anno, ci avevano messo a disposizione la loro casa per trascorrere 15 giorni di relax.

In questo periodo dell’anno la palazzina si svuota. Rimangono solo due pensionati, ormai troppo anziani per staccarsi dal loro appartamento. Sono stati proprio loro ad avvertirmi dell’incendio.

Era un venerdì, poco prima di ferragosto. Faceva caldissimo.
Pur partendo per le vacanze, avevo preferito lasciare acceso il quadro elettrico per conservare le scorte di cibo nel freezer.
Sarei tornato a dare una controllata alla casa e, comunque, ci avrebbe pensato il sistema salvavita a bloccare un eventuale corto circuito. Quanto mi sbagliavo…

La telefonata è arrivata poco prima del tramonto, verso le sette di sera.
Appena arrivato a casa mi sono trovato davanti una scena apocalittica.
I vigili del fuoco stavano spegnendo qualche fiamma rimasta ancora accesa.
Per strada si era formato un capannello di gente curiosa che osservava il lavoro dei pompieri.

Ricordo benissimo la sensazione che ho provato in quel preciso momento: Una paura tremendaUn’angoscia per quello che avevo perso e per il danno che avevo provocato agli altri.

L’innesco era partito proprio dal motore del frigo che, surriscaldato per l’elevata temperatura estiva, era andato in corto circuito.
Da qui le fiamme hanno avvolto le tende della finestra e poi i libri di cucina posti su una mensola lì accanto.

In pochissimi minuti si è sviluppato un incendio che ha completamente mangiato casa.

Le fiamme si sono propagate anche nell’appartamento confinante e in quello di sopra. Anche il negozio di sotto ha subito danni, prevalentemente all’impianto elettrico posto all’interno del contro soffitto, adibito al sistema di illuminazione di tutto l’esercizio commerciale.

Per fortuna i due pensionati erano gli unici presenti in tutta la palazzina e, allarmati dall’odore di fumo, hanno fatto in tempo a salvarsi e a chiamare i soccorsi.
Visti i danni che ho dovuto pagare ai miei vicini di casa e al negozio di sotto, è stata una vera fortuna che quei due vecchietti si siano salvati.
Un’azione penale per omicidio colposo non l’avrei retta!

Sono sempre stato un uomo onesto, rispettoso degli altri, integerrimo verso il prossimo. Quella situazione mi avrebbe dilaniato. La tragedia che ho dovuto affrontare mi sembra già abbastanza.

I danni sono stati tantissimi. Se si fosse trattato solo dei mobili e degli arredi di casa il problema sarebbe stato minore.

Il grosso della cifra ha riguardato la ristrutturazione della mia casa, più il consolidamento di una parte della palazzina, il cui onere è spettato, ovviamente, a me.

Le spese che ho dovuto affrontare dopo l’incendio mi valgono la bellezza di un altro mutuo, più la richiesta di aiuto ai miei genitori e ai miei suoceri.
I genitori di mia moglie hanno perfino venduto la casa al mare per darci una mano. Se non ci fossero stati loro, non so come avrei fatto.

Ecco le spese che ho dovuto sostenere:

  • le perizie per i danni subiti;
  • una causa civile, promossa dai vicini danneggiati;
  • un avvocato per le spese legali;
  • le spese di ristrutturazione della mia abitazione;
  • il consolidamento del fabbricato, a cui si aggiunge una perizia tecnica per valutare la stabilità, l’agibilità e gli interventi da effettuare;
  • l’acquisto degli arredi e di tutto quello che è andato distrutto, ossia i libri e i giochi dei miei figli, i loro computer, il vestiario e tutto quello che utilizzavamo per crescerli.

Una settimana dopo l’incendio ho contattato un mio amico avvocato per farmi assistere nelle cause promosse dai miei vicini.
Lui mi ha spiegato bene la situazione e mi ha detto fin da subito che avrei dovuto stipulare una protezione sulla casa già da anni.

“Gianluca, adesso ti trovi in una situazione complicata. Non sarà affatto semplice uscirne!”
Ok, ho capito. Ma che c’entro io con il corto circuito?

Non era un evento prevedibile, il frigo aveva solo cinque anni, era stato riparato di recente.

”C’è un istituto nella nostra legge che si chiama responsabilità civile. 

Cos’è la Responsabilità civile?

Con questo termine si intende la relazione esistente fra una condotta e un certo tipo di danno. Il danno può essere voluto o non voluto e, ma il proprietario di una casa da cui è partito l’incendio è certamente responsabile dei danni arrecati ai vicini di casa.

L’articolo di riferimento è il 2051 del Codice Civile che afferma una cosa importante:
“Chiunque ha in custodia un bene, sia esso un oggetto o una casa, è responsabile di tutti i danni provocati dal bene stesso.”

Tu sei custode non solo dell’abitazione, ma anche del frigorifero che utilizzi.
E se l’incendio è derivato dal malfunzionamento dello stesso, tu ne sei responsabile.”

Poi ho chiesto a Stefano quale sarebbe stato l’esito di un’eventuale sentenza del giudice:

”Sicuramente ti riconoscerà responsabile dei danni arrecati. Stando agli atti, il danno che hai provocato è di tipo patrimoniale, perché non hai creato problemi di salute ai tuoi vicini.
Preparati, amico mio! Dovrai sborsare molti soldi nei prossimi mesi.”

L’avvocato aveva ragione.
Alla fine ho dovuto pagare cifre a cinque zeri per rimettere in sesto la palazzina e la mia casa, senza considerare che il giudice non ha ancora stabilito quanto dovrò risarcire al negozio del pian terreno per l’interruzione dell’attività.

Ecco quanto mi è costato questo disastro:

Bonifica e pulizia post incendio: € 6.500,00

Comprensivi dello smaltimento dei rifiuti ed il risanamento degli ambienti, non solo di casa mia, ma anche del resto della palazzina.

Consulenza di un perito per la valutazione dei danni: € 3.100,00

Ho dovuto chiamare un esperto di settore. Dalla sua analisi è emerso che il danno grosso l'avevo subito nel mio appartamento, mentre per quanto riguarda i vicini avrei dovuto semplicemente bonificare l'ingresso (dell'inquilino adiacente) e controllare l'impianto elettrico ed idraulico (dell'inquilino del piano di sopra).

Rifacimento dell'impianto elettrico del negozio di alimentari: € 8.000,00

O meglio, rimborsare quanto hanno speso i proprietari dell’esercizio commerciale nel ripristinarlo, visto che le attività di vendita devono adeguarsi ad una particolare normativa.

Consolidamento dello stabile: € 11.500,00

Il perito ha accertato danni solo ai muri esterni del mio appartamento e alle scale che collegano il mio piano con il secondo. La ristrutturazione ha compreso quindi il rifacimento dell'intonaco esterno, la pulizia e il ripristino delle scale e la ristrutturazione tecnico-funzionale dei muri esterni limitatamente al mio appartamento.

Acquisto nuovo portone: € 870,00

Ho dovuto acquistare la porta d'ingresso del mio vicino confinante, me la sono cavata comprando a buon mercato un portoncino di discreta qualità.

Rifacimento del bagno del vicino: € 3.800,00

Ho dovuto far controllare l'impianto idraulico e sostituire alcune tubature del bagno del vicino di sopra, che con l'incendio si sono completamente distrutte. I lavori hanno compreso anche la pavimentazione del vano, smantellata per il rimpiazzo dei tubi.

Ristrutturazione del mio appartamento: € 42.000,00

L’incendio, essendo partito dalla cucina di casa mia, ha causato danni considerevoli all’abitazione. Le fiamme si sono letteralmente mangiate la cucina ed hanno danneggiato anche altre stanze. Il costo comprende il rifacimento della pavimentazione, dei muri danneggiati, dei rivestimenti e degli infissi.

Nuovi arredi di casa: € 15.200,00

Pur acquistando quelli economici, ho dovuto comunque spendere diversi soldi per i mobili della cucina, dell'ingresso, parte dei mobili della camera da letto e della cameretta dei bambini. Oltre ad alcuni oggetti necessari, andati perduti nelle fiamme.

Ho dovuto affrontare tutto questo, a cui si sono aggiunti lo stress, il nervosismo, la rabbia che ho covato in questo periodo e che mi sono valsi la bellezza di un esaurimento nervoso.
Ancora non ci dormo la notte, se penso che la famiglia di Marica ha dovuto svendere la casa dove passavamo le nostre vacanze estive.

È difficile far capire cosa significa, dall’oggi al domani, trovarsi a pagare 90.970 Euro di danni.

Che poi non è finita qui…
Il negozio di alimentari ha dovuto chiudere per oltre un mese e i miei vicini hanno dovuto alloggiare altrove per un bel po’ di tempo, nell’attesa della ristrutturazione.

Questo significa sborsare soldi sonanti per il disagio causato al vicinato e per i danni causati all’esercizio commerciale, per mancato svolgimento dell’attività.

Per le spese dell’albergo in cui hanno soggiornato i vicini durante il periodo di restauro della palazzina ho speso altri € 1.500,00, oltre ai danni economici per il disagio che gli ho arrecato.
L’avvocato mi ha detto che dovrò sborsare almeno altri € 20.000 quando sarà finita la causa.

Sai qual è la cosa che mi manda fuori di cervello?
Basta una piccola distrazione, un comportamento in buona fede, la certezza che a te non succederà mai e l’imprevisto è proprio dietro l’angolo ad aspettarti.

Un incendio? A casa mia? Mai pensato a una cosa del genere! E invece è successo.

Ho iniziato tutto da capo, con grossi sacrifici per adempiere alle mie responsabilità.
Poi è arrivata anche la parcella del mio avvocato!
Essendo un amico ho rimandato il pagamento a fine anno, con la tredicesima, ma comunque ho dovuto pagare le sue prestazioni per un totale di € 6.500,00.

Tutta questa responsabilità mi ha completamente schiacciato. La mia vita è stata stravolta.
È vero, non è colpa mia. Un incendio non si può prevedere e nemmeno un corto circuito, ma ne sono rimasto comunque coinvolto.

Dopo che ho provato sulla pelle cosa significa ritrovarsi con una casa andata in fumo, mi sono documentato.
Viviamo sempre con l’idea che a noi non possa mai capitare, ciononostante
i dati parlano chiaro.

 

Secondo l’annuario dei vigili del fuoco, solo nel 2017 si sono verificati 36.661 fra incendi ed esplosioni in abitazioni civili, quali appartamenti, case indipendenti e locali adibiti ad uso abitativo.

fonte: Ministero dell’Interno - Annuario statistico del corpo nazionale dei vigili del fuoco, dati aggiornati al 13/03/2018

Basta cercare “incendio casa” su internet per constatare che casi del genere succedono ogni giorno.

La cronaca spesso menziona solo i casi più gravi, quelli che riguardano la salute delle persone coinvolte nell’incendio. Ma sapendo che in un solo anno si sono verificati quasi 37 mila casi di incendi ed esplosioni è facile trarne le relative conclusioni.

Stando alle stesse statistiche dei vigili del fuoco, fra le principali cause di incendio nelle abitazioni si rilevano quelle elettriche, precedute da elementi strutturali come caminetti e canne fumarie. Cosa significa tutto ciò?

Che se anche non hai un caminetto da cui potrebbe divampare un incendio, non hai la certezza di evitare inneschi provenienti da corto circuito, come è successo a me.

Insomma, come la metti la metti, se possiedi una casa sei responsabile di tutto ciò che le potrebbe succedere o dei danni che potrebbe causare.

Forse qualcuno pensa che con una maggiore attenzione verso la propria abitazione, si potrebbero evitare tanti pericoli. Anche io ero di questa opinione, fino a che la mia attenzione non è bastata e la mia casa si è ridotta in cenere.
Un incendio è imprevedibile, ma avrei potuto affrontare con maggiore serenità questo imprevisto.

Questa è la mia storia, ma potrebbe essere la storia di chiunque altro.

Articolo informativo ai fini della vendita. Per informazioni rivolgersi in Agenzia.