Non mi ero mai fermata davvero a pensare alla mia salute. Non in quel modo profondo, che ti scuote. Ma a volte basta poco per vedere le cose con occhi diversi.
Un pomeriggio, tenevo in braccio Lorenzo mentre lui mi abbracciava stretto, con quella fiducia che solo i bambini piccoli sanno donare. In quel momento ho sentito una gratitudine fortissima, ma anche una domanda affiorare piano: “E se un giorno non potessi più stringerlo così?”
La mia vita è cambiata da quando io e Luca siamo diventati genitori. Ogni giornata è fatta di gesti semplici e ripetitivi: preparare la pappa, controllare il pannolino, raccogliere giochi, consolarlo con una carezza. Un amore che si rinnova in ogni piccolo gesto di cura.
Poi è successo qualcosa che ci ha fatto fermare. Una cara amica di famiglia, una sicurezza della tua vita, una di quelle persone che hai sempre visto come un punto fermo, ha ricevuto una diagnosi inaspettata. Un problema di salute importante ha bussato improvvisamente alla sua porta e ha scombinato i suoi equilibri e quelli dei suoi cari.
All’inizio siamo stati travolti dalla preoccupazione, dalla voglia di darle una mano… ma senza sapere come. In questi casi si ha la consapevolezza che puoi solo far sentire la tua vicinanza e che per il resto si può solo contare sulle migliori cure possibili. È proprio in questo momento, dentro di me, che si è aperto uno spazio nuovo “E se succedesse a me?”
Non per paura, ma per consapevolezza. Per amore.
Mi sono chiesta cosa accadrebbe se un giorno non potessi più essere così presente. Chi si occuperebbe di Lorenzo? Come potrei continuare a esserci per lui, anche nei momenti più fragili?
Una sera, mentre lo cullavo per farlo addormentare, ne ho parlato con il mio compagno. Ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare, per la nostra serenità e per quella di nostro figlio. È bastato uno sguardo per farci sentire uniti in questa consapevolezza.
E così abbiamo deciso di prenderci cura di noi due. Di fare una scelta concreta, di quelle che non si raccontano spesso, ma che fanno dormire più sereni. Per responsabilità, per amore.
Abbiamo pensato a come proteggerci, se un giorno dovessimo averne bisogno. A non lasciare tutto al caso. Perché i figli si sentono forti quando i genitori sono sereni.
Ora, ogni volta che stringo Lorenzo tra le braccia, sento che sto facendo qualcosa di importante per lui. Per il suo presente, ma anche per il suo futuro.
Questa, per me, è la SuperSerenità: scegliere di proteggere oggi ciò che amo, per continuare a esserci anche domani.
Cristina

