Non sono mai stata una donna che si lascia spaventare facilmente.
Ho cresciuto due figli da sola, portato avanti un lavoro a tempo pieno e fatto i salti mortali per arrivare a fine mese senza mai far mancare un sorriso a casa.
Con il tempo, ho imparato a contare sulle mie forze. E forse è proprio per questo che oggi, che ho superato i settanta, non mi sento fragile. Mi sento consapevole.
So bene che il corpo cambia, che le energie calano, che certi movimenti richiedono più tempo e attenzione. Ma non ho paura.
Ho pensato per tempo a come affrontare la possibilità che, un giorno, io possa non essere più del tutto autosufficiente. Non è un pensiero triste.
Al contrario, è un atto d’amore verso me stessa e verso i miei figli.
Non voglio diventare un peso per loro. Voglio che possano venirmi a trovare con il cuore leggero, sapendo che mamma sta bene, che è seguita, che è serena.
Ho scelto di costruirmi un aiuto. Una forma di supporto concreta, che mi garantisca cure, dignità e rispetto, anche se un giorno non potrò più alzarmi dal letto da sola.
Quando chiudo gli occhi la sera, sento una pace profonda.
Penso a mio figlio che vive lontano, alla telefonata quotidiana che non manca mai, e a quanto sia attento a ogni mio bisogno, anche a distanza.
Penso a mia figlia, sempre piena di impegni ma con quella dolcezza negli occhi che non ha mai perso, che passa a trovarmi con i nipoti ogni volta che può. Vederli giocare in salotto, sentire le loro risate riempire la casa, è una gioia che non ha prezzo.
So che i miei figli mi stanno accanto con amore e che, anche se non lo dicono sempre a parole, sono orgogliosi della forza che ho cercato di trasmettere loro.
E poi penso a me. Alla donna che sono stata e a quella che sono ancora.
Sapere di aver pensato al mio futuro con lucidità e responsabilità mi fa sentire forte. Protetta. Libera.
Questa, per me, è la SuperSerenità: il coraggio di scegliere di volersi bene, fino in fondo.
La Storia di SuperSerenità di Carla
Ho scelto di costruirmi un aiuto. Una forma di supporto concreta, che mi garantisca cure, dignità e rispetto, anche se un giorno non potrò più alzarmi dal letto da sola. Quando chiudo gli occhi la sera, sento una pace profonda.

