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La Storia di SuperSerenità di Martina

Voglio che l’amore non sia solo “fare”, “reggere”, “incastrare”, come faceva mia madre. Voglio che sia anche “proteggere”…

L’altro giorno stavo cercando un caricabatterie in uno di quei cassetti che contengono di tutto. Rovistando tra cavi e cavetti, ho trovato una busta. L’ho aperta e dentro c’erano vecchie foto che non ricordavo più di avere.

Le guardo e in una mi compare davanti mia madre. Giovane, nella vecchia cucina di casa, intenta a preparare un caffè, forse per degli ospiti. Io, piccina picciò, teneramente appoggiata a lei.

Sento un colpo al cuore, perché in quella foto c’è tutto. Non solo un ricordo: c’è una vita. La fatica di giornate lunghe. Le rinunce che mia madre non ha mai chiamato rinunce. La forza silenziosa di chi manda avanti una famiglia anche quando nessuno lo vede.

Resto lì a guardare quella foto più del dovuto. E mi emoziono tantissimo. Perché io quella donna l’ho avuta accanto. E forse, da piccola, non mi rendevo nemmeno conto di tutti i suoi sforzi.

Cosa avrà provato mia madre? Quali paure avrà avuto? E quali desideri? Automaticamente penso a me.

C’è stato un periodo in cui correvo sempre e non mi sembrava mai di vivere davvero. La sera, quando la casa si svuotava, sentivo solo il ronzio del frigorifero in cucina e mi lasciavo rapire dai pensieri. Mi sentivo sempre insicura: “Starò facendo le scelte giuste per la mia famiglia?”

Sentivo il peso di dover tenere ogni filo. Il timore di sbagliare. La sensazione che, se mi fermo io… si ferma tutto.

E poi ho capito che essere presenti per la propria famiglia non significa farsi in quattro. L’amore non è solo “fare”, “reggere”, “incastrare”, come faceva mia madre, ma amare significa anche “proteggere”. Nel modo più semplice, più vero e più profondo.

Mi siedo un attimo con quella foto in mano e sorrido. Adesso so di dimostrare amore alla mia famiglia e di farlo nel modo giusto. Non solo correndo, ma anche scegliendo. Scegliendo di non lasciare tutto al caso.

Scegliendo di costruire un equilibrio che regga, anche dove io non posso arrivare. Scegliendo di prendermi cura di ciò che amo, senza aspettare che la vita mi costringa a farlo, senza arrivare a non avere più le forze.

Adesso, quando è sera e rimango nel silenzio, posso chiudere gli occhi e respirare.

Allora rimetto la foto nel cassetto, ma sento che mi resta una sensazione calda, una specie di pace. Come se, per la prima volta dopo tanto tempo, mi stessi prendendo davvero per mano.

 

Martina

Articolo informativo ai fini della vendita. Per informazioni rivolgersi in Agenzia.